Modalità personalizzazione on: su Google più spazio alle fonti che preferisci

[mar 1 settembre 2026]

Cosa cambia per Search, Discover e News quando cerchi un contenuto



Mettiti comodo e ascolta!

Immaginiamo una situazione molto comune: è domenica mattina, prendiamo lo smartphone e iniziamo a scorrere le notizie. Una ricerca su Google, qualche articolo suggerito da Discover, un video su YouTube e, magari, un approfondimento trovato attraverso Google News. In pochi minuti siamo già dentro un flusso di informazioni costruito, almeno in parte, intorno ai nostri interessi. Oggi, infatti, cercare qualcosa su Big G non significa più soltanto digitare una parola nella barra di ricerca e scegliere un risultato, ma trovare informazioni più targhettizzate modulate, spesso, sulle nostre preferenze.

L’ultima novità annunciata da Google va proprio in questa direzione. Dal 20 agosto 2026, l’azienda ha introdotto nuove modalità per personalizzare Google Search, Discover e Google News, dando agli utenti un controllo maggiore sui contenuti visualizzati. Vediamo di capire bene di cosa si tratta. 

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La novità più immediata riguarda Preferred Sources, cioè le fonti preferite. In pratica, l’utente può indicare a Google quali siti considera particolarmente interessanti e quando questi pubblicano contenuti freschi e pertinenti rispetto a una ricerca, li può mostrare più frequentemente all’interno delle esperienze informative di Search.

La funzione non è completamente nuova: Google l’aveva lanciata inizialmente nel 2025 e nel 2026 l’ha progressivamente estesa a livello globale (ne avevamo già parlato qui) e alle esperienze basate sull’intelligenza artificiale. Le fonti selezionate possono, infatti, essere evidenziate anche in AI Overviews e AI Mode, oltre che nelle sezioni dedicate alle notizie.

L’altra evoluzione riguarda Google Discover, il flusso di contenuti che troviamo nell'app Google senza necessariamente effettuare una ricerca. Discover ha sempre cercato di proporre articoli, video e altri contenuti sulla base degli interessi dell’utente. Ora Google sta introducendo un sistema ancora più diretto: sarà possibile indicare con le proprie parole cosa si desidera vedere maggiormente o, al contrario, quali argomenti ridurre.

Secondo Google, queste preferenze potranno essere inserite direttamente attraverso il menu con i tre puntini presente nei contenuti di Discover e il sistema potrà adattare il feed sulla base delle richieste dell’utente. È un passaggio interessante perché trasforma Discover da semplice vetrina automatica a un ambiente molto più dinamico: gli interessi possono cambiare rapidamente e Google punta proprio sulla possibilità di aggiornare il feed in tempo reale.

Google sta intervenendo anche su Google News, in particolare sulle esperienze audio: gli utenti Android possono personalizzare i briefing quotidiani scegliendo gli argomenti da ascoltare e visualizzando le fonti associate alle notizie. In questo modo il classico riepilogo delle principali notizie può diventare più vicino agli interessi personali, con la possibilità di approfondire gli articoli originali.

È un dettaglio significativo perché mostra come l'informazione online stia diventando sempre più multiformato. Non leggiamo soltanto: guardiamo video, ascoltiamo podcast e briefing, consultiamo schede, immagini e contenuti generati o organizzati dall'intelligenza artificiale. Ed è qui entra in gioco la connettività.

Pensiamo a una semplice ricerca sulle vacanze. Google può diventare il punto di partenza per leggere un articolo, guardare un video sulla destinazione, aprire una mappa, consultare fotografie, confrontare strutture ricettive e magari utilizzare strumenti AI per organizzare l’itinerario. Tutto questo significa una quantità crescente di dati che viaggiano continuamente tra dispositivi e server.

C’è poi un altro elemento spesso sottovalutato. Google sta trasformando la ricerca in un’esperienza sempre più ricca: non ci limitiamo più a ottenere una lista di link, ma possiamo interagire con risultati multimediali, AI Overviews, AI Mode, immagini, video e contenuti provenienti dalle nostre fonti preferite. In altre parole, il confine tra “cercare” e “fruire di contenuti” diventa sempre più sottile. Per chi utilizza Internet ogni giorno, questo significa che la qualità dell’esperienza dipende non soltanto dal dispositivo o dal servizio utilizzato, ma anche dalla rete attraverso cui tutto questo passa.

La prossima volta che apriremo Google e troveremo proprio l’articolo che stavamo cercando, la notizia che ci interessa o il contenuto pubblicato dal nostro sito preferito, sembrerà tutto molto semplice. Dietro quella semplicità, però, ci sarà una complessa combinazione di algoritmi, dati, intelligenza artificiale e connessioni sempre più veloci.

Il web si sta progressivamente trasformando: sempre più servizi cercano di adattarsi alle nostre esigenze, combinando personalizzazione, contenuti multimediali e intelligenza artificiale. E la connessione deve essere all’altezza.

La Redazione


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