Un messaggio arriva su WhatsApp da un numero sconosciuto: “Ciao, ho cambiato numero”, “Abbiamo rilevato un problema con il tuo conto”, “Clicca qui per ricevere il rimborso”. Frasi semplici, ma che possono nascondere un tentativo di truffa e oggi riconoscere questi messaggi non è sempre facile perché le frodi online sono diventate più credibili, personalizzate e sofisticate.
Per questo WhatsApp sta sperimentando Scam Alert, una funzione che utilizza l’AI per aiutare a individuare alcune conversazioni potenzialmente fraudolente. La particolarità è che l’analisi viene eseguita direttamente sullo smartphone, senza inviare il contenuto dei messaggi al cloud per la classificazione. Meta ha descritto il funzionamento della tecnologia nell’agosto di quest'anno, precisando che la funzione è ancora in fase Beta. Indaghiamo meglio.
Il funzionamento parte da un modello di machine learning eseguito sul dispositivo. Quando l’utente riceve messaggi da un numero sconosciuto, il sistema può analizzare alcuni elementi della conversazione per cercare schemi associati alle truffe.
L’obiettivo non è stabilire con certezza matematica che un messaggio sia fraudolento, ma individuare una combinazione di segnali che può essere compatibile con uno schema di scam conosciuto. Tra questi possono esserci richieste di denaro, inviti a cliccare su link, messaggi che creano un senso di urgenza oppure tentativi di convincere la vittima a fornire informazioni personali.
Se Scam Alert identifica una conversazione potenzialmente sospetta, WhatsApp può mostrare un avviso nella chat. L’utente resta comunque libero di decidere come comportarsi, per esempio bloccando o segnalando il contatto. Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della nuova funzione. Scam Alert utilizza un approccio chiamato AI on-device, cioè intelligenza artificiale eseguita direttamente sul dispositivo.
Questo approccio può offrire vantaggi anche sul fronte della privacy, perché il contenuto delle conversazioni non deve essere necessariamente inviato ai server per effettuare questa specifica analisi. È una tendenza che sta interessando sempre più applicazioni: una parte dell’intelligenza artificiale si sposta dal cloud allo smartphone, mentre le due componenti continuano a collaborare.
A prima vista Scam Alert sembra avere poco a che fare con la fibra ottica. In realtà, questa tecnologia racconta bene come sta cambiando l’intero ecosistema della connettività, poiché l’intelligenza artificiale sta introducendo un modello ancora più articolato. Alcune operazioni, infatti, possono essere eseguite sullo smartphone, altre sul router o attraverso sistemi di edge computing, mentre le elaborazioni più complesse continuano a essere affidate ai grandi data center.
In questo scenario una connessione in fibra FTTH veloce e stabile rimane fondamentale. Mentre, Scam Alert può analizzare localmente determinati contenuti, altri servizi continuano a utilizzare intensamente Internet: backup automatici delle fotografie, videochiamate, streaming 4K, videogiochi online, sincronizzazione dei file e applicazioni basate sul cloud.
La fibra ottica, quindi, non serve soltanto a navigare più velocemente, ma è diventata una componente dell’infrastruttura digitale che permette a tutti questi servizi di funzionare contemporaneamente.
La crescita dei dispositivi connessi rende, inoltre, sempre più importante la sicurezza della rete domestica. Un router aggiornato, una password Wi-Fi robusta e una rete separata per gli ospiti possono contribuire a proteggere smartphone e dispositivi smart.
Scam Alert si inserisce, quindi, in una strategia più ampia con cui WhatsApp sta cercando di contrastare l’utilizzo della piattaforma da parte dei truffatori: l’intelligenza artificiale può diventare un ulteriore livello di protezione, soprattutto perché le frodi sono sempre più difficili da distinguere da una normale conversazione.
La vera novità, però, va oltre WhatsApp. L’AI on-device mostra una possibile evoluzione dello smartphone che non è più soltanto uno strumento collegato al cloud, ma un dispositivo capace di elaborare localmente una quantità crescente di informazioni.
Il risultato sarà un ecosistema nel quale smartphone, rete Wi-Fi, fibra ottica, edge computing e cloud lavoreranno insieme e, mentre alcune operazioni resteranno sul dispositivo, altre viaggeranno sulla rete e altre ancora saranno gestite dai data center.
Per l’utente significa poter contare su servizi sempre più intelligenti senza rinunciare, almeno in determinate situazioni, ai vantaggi dell’elaborazione locale. E mentre le truffe diventano più sofisticate, strumenti come Scam Alert puntano proprio a trasformare l’AI in un alleato quotidiano per riconoscere i messaggi sospetti prima che sia troppo tardi.
La Redazione