La diffusione della fibra FTTH in Italia sta cambiando e questo è un fatto, ma per capire davvero le radici profonde di questo processo bisogna guardare oltre le grandi città. Milano, Roma e Bologna sono spesso associate alla connettività veloce, ma la vera trasformazione digitale riguarda anche i piccoli Comuni, i centri di provincia e le aree che per anni hanno avuto a disposizione collegamenti meno performanti. Incredibile, ma vero.
I dati più recenti della Broadband Map di AGCOM, aggiornati al terzo trimestre 2026, mostrano che la copertura FTTH ha raggiunto il 82,92% delle famiglie residenti in Italia. Inoltre, il 97% dei Comuni italiani conta almeno una famiglia raggiunta dalla rete.
La fotografia del 2026 riserva una sorpresa: tra le regioni con la maggiore copertura della fibra FTTH non ci sono soltanto i grandi poli economici del Nord, anzi, alcune delle percentuali più elevate si registrano nel Mezzogiorno, dove gli interventi infrastrutturali hanno contribuito a portare la banda ultralarga in territori rimasti a lungo meno serviti.
Ecco la situazione regionale della copertura FTTH in Italia:
Fonte: dati AGCOM relativi al terzo trimestre 2026, pubblicati il 14 ottobre 2026. Percentuali di famiglie raggiunte dalla rete FTTH, non di abbonamenti effettivamente attivi.
La Sicilia guida la graduatoria con oltre il 92% delle famiglie raggiunte. Seguono Abruzzo e Molise, entrambe sopra il 90%, mentre Puglia, Sardegna e Lazio si collocano poco sotto o intorno all'88-89%. Il dato più interessante è proprio questo: la diffusione della fibra non coincide necessariamente con la ricchezza economica di un territorio o con la sua densità urbana. Gli investimenti pubblici e privati possono modificare rapidamente gli equilibri, rendendo disponibili infrastrutture avanzate anche lontano dalle principali città.
La Lombardia, per esempio, si attesta all'82,95%, praticamente in linea con la media nazionale. L'Emilia-Romagna raggiunge invece l'81,80%, mentre Toscana e Friuli-Venezia Giulia restano più indietro. Il Trentino-Alto Adige registra la percentuale più bassa, pari al 60,84%.
Questo non significa che tutte le località siciliane siano meglio collegate di tutte quelle lombarde. Per comprendere questa evoluzione bisogna considerare il ruolo dei programmi pubblici per la banda ultralarga. L'obiettivo non è soltanto migliorare la connessione nei centri urbani più popolosi, dove gli operatori hanno maggiori incentivi commerciali a investire, ma raggiungere anche le cosiddette aree bianche, nelle quali l'infrastruttura non sarebbe stata realizzata in tempi adeguati senza un intervento pubblico.
Il Piano Banda Ultra Larga, attraverso Infratel Italia e gli interventi affidati in concessione, ha sostenuto la realizzazione di reti nelle zone meno servite e, secondo l'aggiornamento al 30 settembre 2026, risultano:
Non esiste, quindi, un'unica velocità di sviluppo valida per tutta Italia: un quartiere densamente popolato può attirare più rapidamente gli investimenti commerciali, mentre un piccolo Comune può beneficiare di un progetto pubblico che rende possibile la connessione in fibra anche dove il mercato, da solo, avrebbe investito meno.
La domanda più importante, per chi vuole passare alla fibra, non è soltanto quale regione sia in testa alla classifica, ma quale tecnologia sia disponibile nella propria abitazione. Per scoprirlo, su BeActive puoi partire dalla verifica della copertura Open Fiber per scoprire se al tuo indirizzo è disponibile un'offerta in fibra, comprese le soluzioni FibeRevolution su rete Open Fiber, dove attivabili.
Per scegliere la connessione giusta, la verifica copertura al tuo indirizzo resta la scelta decisiva, perché la fibra più utile è quella che arriva davvero a casa tua e ti permette di sfruttare al meglio tutto ciò che Internet può offrire.
La Redazione