Il mondo degli abbonamenti videoludici sta entrando in una nuova fase. Dopo il riassetto dei piani Xbox Game Pass del 2025 e il successivo taglio del prezzo dell'Ultimate nel 2026, Microsoft continua a modificare il modo in cui gli utenti possono accedere ai videogiochi e questa volta la novità riguarda soprattutto il cloud gaming, cioè la possibilità di giocare in streaming senza scaricare il titolo sulla console o sul PC.
Se oggi in Italia la situazione italiana è questa, con Xbox che propone Game Pass Essential a 8,99 euro al mese, Premium a 12,99 euro e Ultimate a 20,99 euro, il cambiamento è all'orizzonte. Vediamo quali saranno le (possibili) novità.
Da novembre 2026, il tempo di gioco attraverso Xbox Cloud Gaming sarà infatti limitato a un determinato numero di ore mensili. Una volta terminate le ore incluse, sarà possibile acquistare ulteriore tempo di gioco. Microsoft non ha ancora comunicato i prezzi degli eventuali pacchetti aggiuntivi e ha spiegato che la modifica nasce dai costi crescenti dell'infrastruttura cloud e dall'aumento dell'utilizzo del servizio. Secondo l'azienda, il cambiamento dovrebbe interessare direttamente circa il 4% degli abbonati. Entriamo nel merito delle nuove disposizioni:
È un'impostazione interessante perché riflette una tendenza ormai evidente nel mercato digitale: non tutti gli utenti vogliono pagare per avere tutto. Un giocatore che utilizza Xbox soltanto nel fine settimana potrebbe orientarsi verso Essential. Chi gioca con maggiore frequenza e vuole provare molti titoli può trovare più interessante Premium. Chi invece vuole i giochi Xbox al day one e utilizza anche PC, smartphone, tablet o TV compatibili per il cloud si colloca nel segmento Ultimate.
La stessa Microsoft ha, inoltre, annunciato che da novembre sarà possibile acquistare ore di Cloud Gaming anche senza un abbonamento Game Pass, per giocare in streaming a titoli compatibili acquistati dall'utente.
Con il gaming tradizionale, lo sappiamo, si scarica il gioco, lo si installa sulla console e la qualità della connessione diventa importante soprattutto per gli aggiornamenti e per il multiplayer online. Con il Cloud Gaming, invece, la connessione diventa è integrante dell'esperienza di gioco. Per giocare bene in streaming contano anche latenza, stabilità della linea, qualità del Wi-Fi e continuità della connessione.
Immaginiamo una famiglia con una Xbox collegata al televisore tramite Wi-Fi. Mentre un componente gioca in cloud, un altro guarda una piattaforma di streaming in 4K e un terzo effettua una videochiamata. Una connessione veloce e stabile, soprattutto se basata su fibra FTTH, può gestire molto meglio questa situazione rispetto a una rete meno performante o soggetta a variazioni.
Negli ultimi giorni sono anche circolate indiscrezioni su una possibile nuova rivoluzione di Game Pass nel 2027, con piani differenti, eventuale pubblicità, multiplayer separato e Cloud Gaming acquistabile come componente aggiuntiva. Alcuni rumor ipotizzano anche una modifica dell'accesso ai giochi al day one. Per ora, però, è fondamentale distinguere le indiscrezioni dai fatti.
Microsoft non ha annunciato ufficialmente una riorganizzazione di Game Pass per il 2027 e fonti che hanno riportato le dichiarazioni dell'azienda riferiscono che non sono stati comunicati piani definitivi per eliminare i giochi al day one. Per gli utenti italiani, quindi, oggi il punto di riferimento resta l'offerta ufficiale: Essential, Premium e Ultimate, mentre il nuovo limite al Cloud Gaming entrerà in vigore a novembre.
La trasformazione di Game Pass mostra una tendenza destinata a interessare sempre di più anche la connettività domestica. La console non è più necessariamente il dispositivo che contiene il videogioco: può diventare una semplice porta d'accesso a un servizio che esegue il gioco nel cloud.
In questo scenario, avere una fibra ottica veloce e stabile significa poter sfruttare meglio non soltanto Game Pass, ma anche streaming video ad alta risoluzione, aggiornamenti molto pesanti, download dei giochi e multiplayer online.
Xbox Game Pass continuerà probabilmente a cambiare, seguendo un mercato nel quale videogiochi, cloud e abbonamenti sono sempre più intrecciati e proprio per questo la connessione di casa non è più soltanto il mezzo attraverso cui scaricare un gioco: in molti casi è diventata una componente dell'esperienza di gioco stessa.
La Redazione