Quanti nodi Mesh servono per una casa? È una delle prime domande che ci si pone quando il Wi-Fi non arriva dove vorremmo, all'interno della nostra abitazione. Non esiste una ricetta valida per tutti, ma partire dai metri quadri è un buon inizio. Ma anche in questo caso è indispensabile fare una precisazione: una casa di 100 metri quadrati sviluppata su un unico piano e con poche pareti può essere più semplice da coprire rispetto a un appartamento della stessa superficie con muri spessi o a una villetta distribuita su due livelli.
Per avere però un riferimento pratico, fino a circa 70-80 metri quadrati spesso può essere sufficiente un solo dispositivo Mesh, soprattutto se l'abitazione ha una forma abbastanza regolare e il nodo principale può essere collocato in una posizione centrale. In molti casi, quindi, prima di acquistare un kit a due o tre unità vale la pena verificare se il problema non possa essere risolto semplicemente migliorando la posizione del router.
Tra 80 e 120 metri quadrati, una configurazione a due nodi rappresenta generalmente un buon punto di partenza. Il primo dispositivo può essere collegato alla fibra nella zona in cui si trova il modem, mentre il secondo dovrebbe essere posizionato verso la parte della casa dove il segnale comincia a diventare più debole. Non necessariamente nella stanza in cui il Wi-Fi è già quasi assente, ma è preferibile collocarlo in una posizione intermedia, dove riesca ancora a comunicare bene con il nodo principale.
Fra 120 e 180 metri quadrati, soprattutto in presenza di numerose stanze o pareti importanti, può diventare interessante una soluzione a tre nodi. È una configurazione particolarmente utile negli appartamenti lunghi e stretti, dove un singolo router collocato in un'estremità difficilmente riesce a garantire una copertura uniforme fino all'altra estremità.
Oltre i 180-200 metri quadrati, oppure quando l'abitazione si sviluppa su due o più piani, la progettazione della rete diventa ancora più importante. In questi casi tre nodi possono rappresentare un buon punto di partenza, mentre nelle abitazioni molto grandi può essere necessario aumentare ulteriormente il numero degli apparati. Per le case su più livelli, una soluzione intuitiva consiste nel distribuire i nodi sui diversi piani, cercando di sfruttare zone centrali come corridoi o aree vicine alle scale.
C'è però un dettaglio che vale più della superficie indicata sulla confezione: non bisogna pensare ai nodi Mesh come a delle torri da installare una volta ogni x metri. Un muro in cemento armato, una parete particolarmente spessa o una disposizione molto complessa degli ambienti possono ridurre drasticamente la portata del segnale. Al contrario, un appartamento aperto e con poche barriere può essere coperto efficacemente con meno dispositivi.
Per questo, è sempre meglio partire dal numero minimo ragionevole di nodi e verificare il risultato con uno speed test nelle stanze più utilizzate. Se la camera da letto, per esempio, rappresenta una zona critica, si può intervenire spostando il nodo oppure aggiungendone un altro. Aggiungere dispositivi senza criterio, invece, non significa necessariamente migliorare la rete: troppi punti troppo vicini possono creare una configurazione inefficiente e complicare la gestione del Wi-Fi.
Un esempio concreto aiuta a capire il principio. In un appartamento di 90 metri quadrati su un unico piano, con il router in soggiorno e la camera da letto dall'altra parte della casa, un kit Mesh a due nodi potrebbe essere sufficiente. Il secondo nodo andrebbe sistemato nel corridoio o in una stanza intermedia, non direttamente nella camera dove il segnale è già debole. In una villetta di 160 metri quadrati su due piani, invece, tre nodi possono essere una scelta più logica, con una distribuzione che tenga conto anche del collegamento verticale tra i piani.
E se è possibile utilizzare un collegamento Ethernet tra i nodi, ancora meglio. Il cosiddetto backhaul cablato evita che il collegamento tra le unità Mesh debba utilizzare la rete wireless e può essere particolarmente vantaggioso nelle abitazioni grandi, negli ambienti con molte pareti o quando si vuole sfruttare al meglio una connessione in fibra multi-gigabit.
La vera domanda, quindi, non è soltanto "quanti metri quadrati devo coprire?", ma "come sono distribuiti questi metri quadrati?". È questo il criterio che permette di trasformare una fibra veloce in una rete Wi-Fi realmente utilizzabile in tutta la casa.
La Redazione