"Come si fa la crema pasticciera?", "Quale esercizio è più indicato per gli addominali?", "Quante calorie contiene una porzione da 100 grammi da avocado?" Chiedilo all'AI! Alle domande più disparate che continuiamo a propinare a un instancabile Google, oggi, spesso, a risponde è lei: l'intelligenza artificiale.
Ormai l'AI è ovunque. Ne sono invischiati i motori di ricerca, ne sono pervase le applicazioni, fa capolino, nemmeno troppo di rado, nei pc e negli smartphone e, non sono solo come immediato strumento "leva curiosità" ma anche come prezioso alleato professionale.
L’AI è, infatti, entrata dentro moltissime applicazioni che utilizziamo ogni giorno. Può aiutare a scrivere un messaggio, modificare una fotografia, generare un video, tradurre una conversazione, riassumere un documento, suggerire un prodotto oppure rendere più intelligente un assistente vocale. Tutte operazioni che vengono svolte silenziosamente e velocemente nel cloud. Il risultato è scontato: più le applicazioni diventano intelligenti, più la rete domestica deve adeguarsi, velocizzandosi.
Non si tratta soltanto di avere più velocità di download, poiché il traffico generato dai servizi AI ha caratteristiche differenti rispetto a quello della navigazione tradizionale, ma di dotarsi di un'architettura di rete all'altezza. Secondo una recente analisi di Cisco Systems (azienda multinazionale americana, leader nella produzione di hardware, software e servizi per le reti informatiche e le telecomunicazioni) il traffico legato all’inferenza AI sta crescendo rapidamente e presenta flussi più lunghi e continui rispetto alle normali transazioni web.
Inoltre, una quota maggiore di questi flussi richiede traffico in upload, perché i sistemi devono ricevere prompt, immagini, documenti e altri dati prima di elaborare una risposta. Anche le future applicazioni basate su AI agentica, capaci di eseguire autonomamente più operazioni per conto dell’utente, potrebbero aumentare ulteriormente questo tipo di traffico. Cisco stima che, nello scenario di crescita previsto fino al 2035, il traffico consumer legato all’AI possa contribuire in modo significativo all'espansione complessiva del traffico di rete.
In altre parole, non sarà necessariamente l’utente a “navigare” di più: saranno sempre più spesso le applicazioni a comunicare con Internet al posto suo. In questo scenario la fibra FTTH, cioè la fibra ottica che arriva direttamente all’abitazione, assume un ruolo sempre più interessante e il motivo non è soltanto la velocità massima dichiarata dall’offerta: una connessione veloce e stabile permette, infatti, di gestire più dispositivi contemporaneamente riducendo il rischio che una singola attività finisca per penalizzare tutte le altre.
C’è poi un altro cambiamento meno evidente: l’AI sta trasformando il modo in cui concepiamo la rete di casa. Lo smartphone non è più semplicemente un dispositivo che apre siti web, il computer non serve soltanto a consultare documenti e anche televisori, videocamere, assistenti vocali, sistemi di sicurezza e dispositivi smart possono utilizzare servizi cloud e funzionalità intelligenti.
Secondo Cisco, l’evoluzione verso una casa sempre più connessa coinvolge proprio AI assistant, PC dotati di intelligenza artificiale, automazione domestica, gaming, collaborazione video e sistemi di sicurezza. Questo porta l’attenzione non soltanto sulla quantità di banda disponibile, ma anche sulla capacità della rete di garantire prestazioni adeguate alle diverse applicazioni.
Per l’utente significa una cosa molto semplice: la qualità della connessione diventa parte integrante dell’esperienza offerta dall’app. Il punto, dunque, non è stabilire quanta banda consumerà una singola applicazione AI, ma è capire che l’intelligenza artificiale sta diventando un nuovo strato dell’esperienza digitale.
Oggi possiamo utilizzarla per scrivere un testo o modificare una fotografia, domani potrebbe essere integrata stabilmente negli assistenti domestici, nei videogiochi, nei dispositivi di sicurezza, nelle piattaforme di streaming, nelle applicazioni per la casa e negli strumenti di lavoro.
Per chi sta scegliendo oggi una nuova connessione domestica, quindi, la domanda non dovrebbe essere soltanto “quanto è veloce?”. La domanda più utile è: quanto è pronta questa rete per tutti i dispositivi e i servizi che utilizzerò nei prossimi anni? E la risposta non può che trovarsi nella scelta della giusta connessione in fibra ottica, meglio se FTTH a 1 Giga, come FibeRevolution by Beactive, stabile e adeguata alle esigenze di oggi e pronta ad affrontare le sfide del prossimo futuro: una casa connessa ricca di dispositivi capaci di comunicare continuamente e di lavorare insieme in modo naturale anche se gestiti da un cervello artificiale.
La Redazione