Coronavirus al via la fase 2 dal 4 maggio

[30/04/2020]



La tanto agognata fase 2 dell'emergenza coronavirus sta per partire tra chi plaude la grandissima prudenza e chi, invece, critica la troppa cautela del governo.


Tutto quello che sarà consentito in più (poco) a partire dal prossimo lunedì

La tanto attesa, bramata, invocata, fase 2 dell'emergenza coronavirus finalmente è stata definita. Come ormai è accaduto più volte nel corso di queste interminabili settimane, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha parlato alla Nazione, e lo ha fatto il 26 aprile intono alle 20.30 da Palazzo Chigi per illustrare agli italiani linea adottata dal Governo per la cosiddetta coronavirus fase 2.  Il DPCM approvato e presentato è volto a disciplinare una fase che segue quella dello scoppio dell'emergenza, del suo contenimento, quella in cui l'obiettivo è la ripartenza, una cauta e ponderata ripartenza

Dopo un'iniziale, almeno da quanto era trapelato dai principali organi d'informazione, tendenza ad allargare di molto le maglie del confinamento, a smussare non poco gli spigoli di misure restrittive tanto pesanti per i cittadini, di fatto condannati ai domiciliari senza scadenza, ha prevalso la linea della prudenza. Ovviamente, non c'è stato un "liberi tutti", e di certo questo non era credibile né auspicabile, ma le misure, seppur con qualche alleggerimento, almeno fino al 18 maggio sono ancora assai stringenti

L'inizio del discorso di Conte, infatti, ha dato da subito in modo inequivocabile l'idea di quale sia la strategia adottata dal Governo per traghettare il paese verso un lento e coscienzioso ritorno alla normalità: massima cautela. “Inizia la fase 2, ora la convivenza con il virus. Sarà fondamentale il comportamento responsabile di ciascuno di noi. Non bisogna mai avvicinarsi, la distanza di sicurezza deve essere di almeno un metro”. - ha affermato Conte. “Se non rispettiamo le precauzioni la curva risalirà, aumenteranno i morti e avremmo danni irreversibili per la nostra economia”- ha continuato. In sostanza lo slogan che sintetizza questo momento di prudenziale apertura è: “Se ami l’Italia mantieni le distanze”.

Cerchiamo di capire meglio cosa si potrà fare e cosa no dal 4 maggio, quali attività potranno riaprire e in sostanza come ci si dovrà comportare nell'approccio alla coronavirus fase 2, nel primo vero test di convivenza con il virus. 

Calendario delle riaperture

Nel suo discorso di domenica, il Presidente del Consiglio ha indicato alcune date fondamentali che segnano il progressivo alleggerimento del lockdown totale e calendarizzano la coronavirus fase 2. Eccole in elenco:

- 4 maggio: riapertura per il comparto manifatturiero, l’edilizia privata e il commercio all’ingrosso. Bar e ristoranti potranno fornire, oltre alla già prevista consegna a domicilio,  servizi di asporto, evitando, però, che si creino assembramenti fuori dai locali e con l'obbligo da parte dei clienti di consumare il cibo solo ed esclusivamente presso la propria abitazione. 

- 18 maggio: riapertura del commercio al dettaglio, di musei, mostre e biblioteche, ovviamente il tutto sempre rispettando la regola aurea del distanziamento sociale

- 1 giugno: riapertura al pubblico dei bar, dei ristoranti, dei centri estetici, di barbieri e parrucchieri, in linea generale del settore wellness. 

Cosa si potrà fare

Per quanto riguarda il comportamento del singolo cittadino, la coronavirus fase 2 prevede dal 4 maggio un alleggerimento delle misure di isolamento sociale ma sempre in modo estremamente controllato. Dunque cosa sarà permesso? Per quanto riguarda gli spostamenti sarà consentito muoversi tra comuni della stessa regione senza dover autocertificare lo spostamento. Il divieto di spostarsi da una regione all'altra, anche per raggiungere seconde case di proprietà, resta in vigore salvo comprovate motivazioni, le stesse che erano in vigore finora anche per i movimenti intercomunali. 

Sarà, inoltre, permesso spostarsi per fare visita ai congiunti. Il termine congiunti ha da subito suscitato le reazioni polemiche di molti, sia per la vaghezza giuridica del vocabolo sia per l'estrema libertà interpretativa a cui lo stesso si presta. Proprio per questo si è reso necessario un chiarimento nella giornata di ieri da parte del Governo con il quale si è precisato che per "congiunti" s'intende parenti, ma anche fidanzati o, comunque, affetti stabili. Su questa ultima definizione è esplosa immediatamente l'ilarità della rete che non ha risparmiato battute e meme. Almeno la voglia di ridere è rimasta. 

Riparte anche l'attività motoria all'aperto seppur in solitaria o comunque mantenendo le regole del distanziamento sociale. L'attività sportiva si potrà svolgere anche all'interno dei parchi la cui riapertura è stata validata, anche se i sindaci potranno decidere di mantenere chiusi quei luoghi in cui non riescano a garantire il contingentamento degli ingressi

Per quando riguarda il culto, si potrà tornare a celebrare i funerali ma con il vincolo di massimo 15 persone. Dopo un'iniziale reticenza da parte del Governo sembrerebbe che dal 4 maggio potrebbe riprendere anche la celebrazione delle messe. Non è ancora ufficiale, ma la tendenza, complici anche le aspre critiche mosse dalla CEI contro il Governo, accusato di violare la libertà di culto, sembra essere proprio questa. Ovviamente il numero di fedeli dovrà essere contenuto, gli ingressi contingentati e commisurati all'ampiezza del luogo di fede. 

Il nodo mascherine

Le mascherine diventeranno il nostro capo must have fino al 18 maggio e presumibilmente anche oltre. Dovranno essere sempre indossate soprattutto in luoghi pubblici o aperti al pubblico, anche se il loro utilizzo è fortemente raccomandato anche nei luoghi privati, ad esempio, quando si va a trovare i parenti, anzi, i congiunti. 

E il prezzo? Una rassicurazione sul prezzo di questi dispositivi di protezione individuale è arrivata dal Governo per evitare che si ripetano episodi di speculazione. Il Presidente del Consiglio ha, infatti, assicurato che le mascherine chirurgiche avranno un prezzo calmierato che sarà di 0.50 centesimi l'una. Questo il primo obiettivo, il secondo di breve termine è quello di eliminare l'IVA per far sì che l'acquisto delle mascherine non gravi troppo sul bilancio familiare. 



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