Proliferate in modo esponenziale durante il periodo della pandemia, le Scam City sono luoghi non luoghi, agglomerati urbani senza identità, dove, malcapitati, incapaci o impossibilitati a denunciare, danno vita ad attività illecite. Si tratta di migliaia di persone che lavorano in modo incessante all'interno di monumentali call center, spesso obbligati con la forza, senza tutele, completamente privati dei loro diritti, nella febbrile organizzazione di truffe online ai danni di utenti di tutto il mondo.
Le tecniche utilizzate per adescare la vittima sono molte e spesso modulate con astuzia. C'è il romance scam, la classica truffa sentimentale, attraverso la quale il truffatore utilizza una falsa identità online per guadagnarsi la fiducia e l'affetto della vittima, manipolandola e inducendola a inviare denaro. E poi c'è il phishing, il ben noto "apri questo link per vedere il video completo", oppure "clicca qui per leggere i commenti", un attacco informatico in cui gli aggressori utilizzano email, siti web o messaggi di testo fraudolenti per indurre le vittime a rivelare informazioni personali o sensibili.
Le vittime degli invisibili delle Scam City sono, in genere, tutti quegli utenti identificati come più vulnerabili, perché più ingenui o con scarsa dimestichezza con il mondo online. Quindi, si tratta per lo più di anziani europei, giocatori d’azzardo in tutto il mondo, giovani cinesi, anziani, donne sole americane, millennial thailandesi.
Le città della truffa individuate sono per lo più in mano alla mafia cinese che spesso, servendosi di gruppi criminali locali e della connivenza e del silenzio delle autorità del posto, può agire indisturbata. Le vittime di questa articolata e ingegnosa organizzazione criminale non sono solo i destinatari delle truffe online, ma anche chi, appunto, queste truffe è costretto a realizzarle.
Si tratta di persone costrette a vivere come prigionieri all'interno di compound da cui è vietato uscire. Non sono permessi contatti con il mondo esterno, si vive e si lavora dentro questi immensi capannoni dotati di tutto, dal parrucchiere al negozio di alimentari, ma svuotati di ogni forma di rapporto umano e sociale. Una prigione tutt'altro che dorata.
Un volta entrati nel meccanismo, perché attratti da un buon salario in una condizione di disoccupazione che, soprattutto in Myanmar sembra non trovare soluzione dopo il golpe del 2021, andarsene è impossibile con conseguenze devastanti sia sul piano economico che psicologico.
Nuove Scam city sono nate in Africa, in Sudamerica, in Medio Oriente e in alcune isole dell’Oceano Pacifico. Parliamo sempre di aree molto remote, in cui le autorità locali sono pressoché inesistenti, una zona franca dove la criminalità può muoversi praticamente senza freni.
Esempi di Scam City, poi smantellati sono comparsi in Brasile e anche in Perù, dove nel 2023, secondo il rapporto redatto dall'Onu, la polizia peruviana ha salvato 40 persone con cittadinanza malese ridotte in semi-schiavitù da un gruppo criminale taiwanese. Anche la Nigeria è teatro di queste attività: tra la fine dello scorso anno e l'inizio di questo sono state arrestate molte persone coinvolte in truffe online, alcune delle quali provenienti proprio dal sudest asiatico.
Il fenomeno è davvero inquietante e gli interventi ad opera delle sole autorità locali, quando presenti, non risultano così efficaci a contrastarlo. Serve maggiore sinergia, serve cooperazione a livello internazionale, affinché le vittime delle Scam City, uomini e donne senza volto e privati della loro stessa dignità, possano tornare a essere liberi.
La Redazione