Gli italiani trascorrono online 75 ore al mese ma i social non sono più al centro

[ven 24 aprile 2026]

Più velocità di connessione grazie alla fibra, ma meno tempo sui social. Scopriamo perché.



Mettiti comodo e ascolta!

Abbiamo dedicato moltissimi dei nostri approfondimenti al tema dei social network, raccontandoli come uno strumento che negli ha conosciuto una crescita infinita: più utenti, più tempo speso, più contenuti. Oggi, però, il quadro sta progressivamente cambiando. I numeri più recenti sull’uso di internet in Italia, infatti, raccontano una storia diversa, più matura e, per certi versi, anche più interessante.

Partiamo da un dato concreto: la connettività corre veloce. Nel 2025 le linee in fibra sono aumentate di circa 1,2 milioni e il traffico dati è cresciuto del 13,8%. Le conseguenze sono naturali: siamo sempre più connessi, con una qualità di rete decisamente superiore rispetto al passato. Streaming in 4K, smart working stabile, gaming online senza lag, tutto questo è ormai la norma quotidiana. 

E, infatti, gli italiani online continuano a starci tanto, parliamo di 70–75 ore al mese a persona: praticamente più di due ore al giorno. Internet è diventato un gesto automatico, quotidiano, come accendere la luce o preparare il caffè. Non ci si connette più, si è connessi, come se fosse uno status automatico, naturale, inevitabile.

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Ma qui arriva il punto interessante: questa crescita dell’infrastruttura e del tempo online non si traduce più in un aumento dei social network, anzi, esattamente il contrario: i social hanno rallentato. Non calano, ma non crescono più come prima. Possiamo affermare che siamo in una fase di saturazione. Gli utenti social attivi in Italia restano comunque circa 42 milioni, un numero enorme, che conferma quanto queste piattaforme siano ancora centrali, però il modo in cui le usiamo è cambiato profondamente.

Se fino a qualche anno fa i social erano il luogo principale dove passare il tempo online, oggi sono solo una parte dell’ecosistema digitale e nemmeno sempre la più importante.

Cerchiamo di definire meglio il concetto, facendo un esempio reale. Una giornata tipo di un utente medio: al mattino controlla le notifiche, scorre velocemente qualche feed, magari guarda due o tre storie. Poi passa a tutt’altro: email, news, video su piattaforme di streaming, mappe, app bancarie, lavoro. I social restano sullo sfondo, non più al centro.

C’è anche un fattore di stanchezza digitale che pesa. Dopo anni di scroll continuo, contenuti infiniti e notifiche costanti, molti utenti hanno sviluppato un rapporto più selettivo. Certo, non parliamo di un abbandonano totale dei social, ma di un uso modo più mirato che si traduce in meno tempo perso e più contenuti scelti.

Un altro segnale chiaro è il cambiamento nel tipo di contenuti. I post statici e le condivisioni classiche contano sempre meno, mentre crescono i video brevi, i contenuti effimeri, le interazioni rapide. È un consumo veloce, quasi snack, che si incastra tra un’attività e l’altra.

E qui torna il tema della fibra. Una connessione più veloce non porta automaticamente a più tempo sui social, ma abilita nuove abitudini. Ad esempio, guardare serie TV in alta qualità invece di scorrere il feed, partecipare a video call senza interruzioni, giocare online con latenze minime e usare servizi cloud in tempo reale. In pratica, il tempo online si diversifica. I social competono con molte più alternative rispetto al passato e spesso perdono centralità.

C’è poi un altro aspetto interessante: la percezione. Sempre più utenti vedono i social come strumenti, non più come ambienti in cui vivere. Li utilizzano per informarsi, per restare in contatto, per seguire creator o brand, ma difficilmente sono l’unico spazio digitale frequentato. Per chi lavora nel mondo hi-tech, nel marketing o nei media, questo cambio di paradigma è fondamentale. Non basta più essere sui social, ma bisogna capire quando, come e perché le persone li usano.

Ad esempio, pubblicare contenuti pensando che gli utenti passino ore a scorrere passivamente è un errore. Oggi l’attenzione è frammentata, il tempo è distribuito tra molte piattaforme e l’utente è molto più consapevole. In sintesi, il messaggio è chiaro: più connessione non significa più social. Significa un uso diverso, più evoluto, più distribuito.

La fibra ottica cresce, internet diventa sempre più centrale nella vita quotidiana, ma i social entrano in una fase nuova. Non spariscono, non crollano, ma smettono di espandersi in modo lineare, diventando uno dei tanti strumenti digitali, sempre importanti, ma non più dominanti come prima.

La Redazione


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