Il Covid porta a 13 milioni le identità Spid attive

[01/12/2020]




Scopri come il Covid abbia portato ad una crescita esponenziale delle identità digitali Spid.


Nel 2020 vi è stato un aumento esponenziale delle identità Spid attive, che hanno superato la quota di 13 milioni, con una crescita del 140% rispetto al 2019.

Questo sensibile aumento delle identità Spid è dovuto agli interventi normativi volti ad agevolarne l’adozione e dall’obbligo per l’accesso a bonus e indennità erogate durante la pandemia.

L’emergenza sanitaria da Covid, ha accelerato la diffusione di sistemi di identità digitale in Italia, ma al momento siamo ancora distanti dal livelli raggiunti dai Paesi Europei più avanzati, in quanto manca una condivisione delle strategie e una direzione univoca che consentano di sfruttarne a pieno il potenziale. Questo è quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Digital Identity della School Management del Politecnico di Milano.

Giorgia DragoniDirettore dell’Osservatorio Digital Identity dichiara:

“Nel 2020 il numero di Identità Spid attive è più che raddoppiato, con circa 7,7 milioni di nuovi utenti in più rispetto ai 5,5 milioni censiti a fine 2019, e gli accessi mensili sono passati dai 6,3 milioni di gennaio ai 16,7 milioni di ottobre. Nonostante l’aumento, Spid copre appena il 22% della popolazione (e il 26% degli italiani maggiorenni), lontano dai livelli dei paesi europei più avanzati, come Olanda (79%), Svezia (78%), Norvegia (74%) e Finlandia (55%). Nel panorama europeo ci sono poi tanti altri sistemi molto diffusi, per esempio in Germania o Francia, che si basano però su smart card ed è quindi difficile stimarne l’effettivo utilizzo per l’accesso a servizi digitali”.

 

Quali sono i cinque modelli di Identità digitale?

Per identità digitale si intende un insieme di dati che consentono di identificare univocamente una persona, un’azienda o un oggetto e che vengono raccolti, memorizzati e condivisi digitalmente all’interno di un ecosistema di attori e attraverso tecnologie abilitanti, e che permette l’accesso a servizi digitali a valore aggiunto. Ci sono cinque modelli di Identità digitale individuati dall’Osservatorio.

Il Social Id, è l’insieme di dati dichiarati dall’utente quando si registra su una piattaforma social, come le identità di Facebook o Google, è caratterizzato da minimo livello di verifica ed elevata frequenza di aggiornamento e può essere utilizzato anche per accedere ad altri servizi digitali.

L’eCommerce Id ha caratteristiche simili ma è basato su piattaforme di eCommerce o marketplace, come Amazon o Shopify.

L’eGov Id raccoglie i sistemi di identità digitale sviluppati e distribuiti da enti governativi che riconoscono in modo univoco i propri cittadini e permettono loro di utilizzare i servizi pubblici.

Il Financial Id è il profilo di dati identificativi raccolti da un istituto bancario per riconoscere il proprio cliente, successivamente utilizzabili anche per accedere su altri service provider, come ad esempio di PayPal.

Il Mobile Id è basato sull’uso della sim card come elemento di sicurezza per i dati sull’identità dell’utente, raccolti e verificati con livelli di garanzia medio-alti.

 

Cosa è lo Spid e come richiederlo

Lo Spid è il sistema pubblico di autenticazione, che consente di accedere con un’unica identità digitale (username e password) ai servizi online di InpsInailamministrazioni pubbliche e ai servizi fiscali. L’utilizzo dello Spid è gratuito.

Per ottenere l’identità Spid bisogna essere maggiorenni ed avere con se:

un documento di riconoscimento valido

la tessera sanitaria con il codice fiscale

un indirizzo email

il numero di telefono del cellulare

E’ necessario poi registrarsi sul sito di uno dei gestori di identità digitale accreditati (Identity Provider). Ecco quali sono:

– Aruba

– Infocert

– Poste Italiane

– Sielte

– Tim

– Register.it

– Namirial

– Intesa

– Lepida

Il sistema Spid è composto da tre livelli di sicurezza, che vanno definiti al momento dell’attivazione del servizio o aggiunti in seguito.
Il primo livello permette l’accesso ai servizi online tramite il nome utente e la password scelti dall’utente, mentre il secondo e il terzo livello, fondamentali per i servizi che richiedono un grado di sicurezza più elevato (come quelli fiscali), consentono di accedere con le credenziali unite alla generazione di un codice temporaneo d’accesso.

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