Se oggi guardare un video in 4K dallo smartphone è diventato normale anche sotto rete mobile, il merito non è solo della connessione che certo ha la sua importanza. Dietro le quinte lavorano loro, i codec video, tecnologie fondamentali che comprimono i file mantenendo alta la qualità.
Il settore oggi è in piena evoluzione: da una parte AV1, AOMedia Video 1, già ampiamente diffuso sul web, dall’altra VVC, Versatile Video Codec, noto anche com (H.266), più avanzato ma ancora in fase di adozione. Due approcci diversi ma con obiettivi simili: ridurre il peso dei video senza sacrificare l’esperienza visiva. Conosciamo i due standard video più da vicino.
AV1 è ormai una realtà concreta. Nato per iniziativa dei big del web, è stato progettato dall'Alliance for Open Media proprio per essere gratuito e accessibile, eliminando i costi di licenza che avevano frenato i codec precedenti. Il risultato? Una diffusione rapidissima e capillare. Ogg viene utilizzato da piattaforme come YouTube e Netflix per offrire video ad alta qualità con un consumo dati ridotto, soprattutto su smartphone. È particolarmente efficace con contenuti digitali come gaming, animazioni e interfacce, dove riesce a comprimere molto senza perdere nitidezza.
Nella pratica, significa poter guardare un video 4K anche con connessioni non perfette, senza buffering continuo. Certo, non è tutto perfetto. La codifica richiede molta potenza di calcolo e non tutti i dispositivi più vecchi lo supportano bene, ma questo limite si sta rapidamente riducendo grazie all’hardware di nuova generazione.
Se AV1 è già presente, VVC rappresenta la promessa più avanzata per il futuro del video. Successore diretto di HEVC, questo codec è stato progettato per gestire contenuti sempre più complessi: 8K, realtà virtuale, video immersivi e HDR evoluto. Il suo punto di forza è impressionante: può ridurre il bitrate fino al 50% rispetto ai codec precedenti mantenendo la stessa qualità visiva. Tradotto: video più leggeri, meno consumo di banda e streaming più fluido anche in altissima definizione.
Eppure, nonostante le sue evidenti qualità nel 2026 non è ancora ovunque e il motivo è semplice: licenze, supporto limitato nei browser e necessità di hardware compatibile ne rallentano la diffusione. Per ora si vede soprattutto su smart TV di fascia alta, decoder e ambienti professionali, ma è destinato a crescere.
Più che concorrenti diretti, AV1 e VVC rappresentano due filosofie molto diverse tra loro: AV1 è pensato per il web; è gratuito, compatibile ed è già integrato nelle piattaforme di streaming. Rappresenta la scelta ideale per contenuti online e distribuzione globale. VVC, invece, punta alla massima efficienza possibile, diventando il candidato perfetto per il futuro del broadcasting e dei contenuti ultra HD. In parole semplici, AV1 è già ovunque mentre VVC, seppur più potente, deve ancora diffondersi.
Per capire l’impatto reale basta guardare l’uso quotidiano. Quando guardi video su YouTube o Netflix da uno smartphone recente, spesso stai già utilizzando AV1 senza saperlo e questo ti permette di ridurre il consumo dati, migliorando allo stesso tempo la qualità percepita.
Nel mondo del gaming e della creator economy, sempre più GPU supportano AV1 per registrare e trasmettere contenuti in alta qualità; VVC invece si sta facendo strada nel mondo delle smart TV e nelle trasmissioni sperimentali in 8K. È meno visibile al grande pubblico, ma molto presente nei contesti professionali.
Il 2026 segna un punto di svolta per i codec video. Da un lato, sempre più dispositivi integrano il supporto nativo per AV1, rendendolo uno standard di fatto, dall’altro, iniziano ad arrivare i primi chip compatibili con VVC, soprattutto nel segmento premium. C’è poi un tema interessante: il modello “royalty-free” potrebbe non essere più così intoccabile, con alcune tensioni legali che potrebbero influenzare il futuro di AV1. Infine, all’orizzonte si intravede già il prossimo passo: AV2, il successore di AV1, che promette ulteriori miglioramenti in termini di efficienza e qualità.
Nel breve periodo, lo standard AV1 continuerà a dominare lo streaming online grazie alla sua diffusione e alla compatibilità con browser e piattaforme. Quello VVC, invece, crescerà gradualmente, soprattutto nei contesti dove la qualità estrema è fondamentale: televisione, cinema digitale e contenuti immersivi. La vera evoluzione, però, sarà guidata dall’hardware e dall’intelligenza artificiale, sempre più utilizzata per ottimizzare la compressione in tempo reale.
Siamo al di là della semplice questione tecnica, i codec video giocheranno un ruolo fondamentale per il futuro digitale o per come lo vivremo pur senza accorgerci della loro presenza.
La Redazione