Sicurezza smart: cosa cambia con serrature intelligenti e videocitofoni

[lun 20 aprile 2026]

Novità a prova di intrusione: ecco le serrature e i videocitofoni hi tech presentati all'ultimo CES



Mettiti comodo e ascolta!

La sicurezza domestica non è più quella di una volta, direbbe chi ha qualche anno in più da contare. In effetti ,molto è cambiato in un tempo anche relativamente breve, grazie ai progressi tecnologici del settore e al connubio sempre più stretto tra sicurezza e connettività. Oggi mettersi al riparo dalle intrusioni e sentirsi davvero protetti all'interno delle mura domestiche deve necessariamente passare da una buona connessione di rete, meglio se in fibra ottica.

Dimentica, quindi, chiavi tradizionali e citofoni analogici, il salto è netto verso un ecosistema connesso, intelligente e sempre più autonomo. Molte novità e proposte le abbiamo viste all'ultimo CES di Las Vegas. I device protagonisti della fiera mondiale per l'elettronica di consumo, in scena nella città del Nevada ci raccontano proprio questo: serrature smart e videocitofoni non sono più dispositivi separati, ma nodi centrali della casa digitale.

Il concetto è semplice: non si tratta più solo di aprire e chiudere una porta, ma di gestire accessi, identità e sicurezza in tempo reale. Le nuove serrature intelligenti presentate al CES puntano su tre pilastri chiave: biometria avanzata, integrazione totale e automazione.

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Tra le innovazioni più interessanti c’è, infatti, l’uso di tecnologie biometriche evolute. Non solo impronte digitali, ma anche riconoscimento facciale 3D e perfino scansione delle vene del palmo della mano. Alcuni modelli arrivano a integrare videocamere direttamente nella serratura, trasformandola di fatto in un sistema di controllo accessi completo.

E poi c’è la comodità: porte che si aprono automaticamente quando ti avvicini con lo smartphone, oppure tramite standard universali come Aliro, presentato proprio al CES per rendere compatibili dispositivi di brand diversi. Tradotto nella vita reale? Torni a casa con le buste della spesa e la porta si apre da sola. Oppure concedi accesso temporaneo a un corriere o a un ospite senza essere presente.

Anche i videocitofoni stanno vivendo una trasformazione radicale. Dimentica la semplice videocamera, i modelli più recenti integrano intelligenza artificiale, riconoscimento degli oggetti e gestione remota completa. Nel 2026 un videocitofono smart tipico è in grado di: riconoscere persone, animali e pacchi, inviare notifiche intelligenti in tempo reale, registrare automaticamente eventi su cloud o in locale e permettere comunicazione bidirezionale via app

Il vero salto di qualità è però l’integrazione con le serrature smart. In pratica, vedi chi è alla porta, ci parli e puoi aprire direttamente dallo smartphone, anche a chilometri di distanza. Sei in ufficio e arriva un tecnico: lo identifichi via videocitofono e gli sblocchi la porta per il tempo necessario. Tutto tracciato, tutto controllato.

Se c’è un trend chiaro emerso al CES, è il passaggio da sicurezza reattiva a sicurezza proattiva. Non si tratta più solo di registrare ciò che accade, ma di anticiparlo. Aziende come UGREEN hanno presentato ecosistemi completi che uniscono videocamere, videocitofoni e hub centrali con intelligenza artificiale locale. Questi sistemi sono in grado di interpretare il contesto: distinguere un familiare da uno sconosciuto, capire se un pacco è stato lasciato davanti alla porta o se c’è un comportamento sospetto.

Un altro elemento chiave è la privacy. Sempre più dispositivi elaborano i dati in locale, senza passare dal cloud, riducendo rischi e costi di abbonamento. Ma attenzione: più cresce la connettività, più diventa centrale il tema della sicurezza informatica. Crittografia end-to-end, autenticazione a due fattori e aggiornamenti costanti sono ormai requisiti fondamentali.

Nonostante la tecnologia avanzata, l’esperienza utente è diventata più semplice. Molte serrature smart si installano senza modifiche strutturali, direttamente sul cilindro europeo, e si configurano via app in pochi minuti. I videocitofoni, invece, offrono versioni sia cablate che wireless, con batterie che durano diversi mesi e installazioni sempre più rapide.

Il punto forse più interessante è che queste tecnologie stanno uscendo dalla nicchia tech per diventare strumenti quotidiani anche perché non servono competenze particolari per poterli utilizzare: l’interfaccia è lo smartphone, e l’esperienza è progettata per essere intuitiva. Dunque, niente più chiavi fisiche, accessi temporanei per ospiti e servizi, controllo remoto completo. notifiche intelligenti e contestuali. E soprattutto, un sistema che impara dalle abitudini e si adatta nel tempo.

Tutto questo è la casa del futuro (prossimo): smart, sicura e connessa. 

La Redazione


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