Molti produttori di router dichiarano numeri altissimi: 64, 128, perfino oltre 200 dispositivi collegabili. Tecnicamente è vero. A livello di protocollo, uno standard come Wi-Fi 5 (802.11ac) o Wi-Fi 6 (802.11ax) può gestire decine e decine di client contemporaneamente. Ma tra collegarsi e funzionare bene c’è una bella differenza.
In un appartamento medio oggi non è raro superare i 25-30 dispositivi connessi: 4-5 smartphone, 2-3 PC tra fissi e portatili, 2 smart TV, 1 console, 1 decoder, smartwatch, tablet, stampante Wi-Fi, 6-10 dispositivi IoT (prese smart, lampadine, videocamere, termostato). E siamo già oltre i 20 senza quasi accorgercene. Il punto non è tanto quanti oggetti sono connessi, ma cosa stanno facendo in quel momento.
Se in casa hai una connessione FTTH da 1 Giga, il collo di bottiglia raramente è la linea. Molto più spesso lo è il router, ed è qui che spesso è indispensabile intervenire, dotandosi di apparati più performanti, meglio se WI-Fi 6, come quelli abbinati alle nostre offerte fibra FibeRevolution.
Il vero direttore d’orchestra, infatti, è proprio lui. Un router Wi-Fi 4 (802.11n) di qualche anno fa, magari single band a 2,4 GHz, può iniziare a mostrare rallentamenti già con 15-20 dispositivi attivi, non perché non si colleghino, ma perché il traffico viene gestito in modo meno efficiente.
Con Wi-Fi 5 le cose migliorano: più velocità, banda a 5 GHz, gestione più intelligente dei flussi. Ma è con Wi-Fi 6 che si fa il salto vero, soprattutto in ambienti affollati. Questa tecnologia è progettata proprio per gestire molti dispositivi contemporaneamente grazie a funzioni come OFDMA e MU-MIMO, che permettono di suddividere il canale e servire più client in parallelo in modo più efficiente.
Molti dispositivi smart economici, prese, lampadine, sensori , funzionano solo a 2,4 GHz. È una banda più lenta ma con maggiore copertura. Il problema? È anche la più affollata e soggetta a interferenze. Se hai 15-20 oggetti IoT tutti su 2,4 GHz, il canale può congestionarsi facilmente, soprattutto in condomini con tante reti vicine. Il risultato sono dispositivi che si disconnettono, comandi vocali che arrivano in ritardo, app che impiegano secondi a rispondere. Una soluzione concreta può essere separare le reti: una dedicata agli IoT, una per smartphone e PC, oppure affidarsi a un sistema mesh moderno che gestisca automaticamente la distribuzione del carico.
Immagina un caso tipo, quello di una famiglia di quattro persone. La situazione che si presenta potrebbe essere questa:
Siamo facilmente sopra i 35 dispositivi. Con una fibra da 1 Giga e un router Wi-Fi 6 di buona qualità, come FibeRevolution by Beactive, tutto può funzionare in modo fluido. Dunque, per rispondere in modo sintetico e pratico al quesito che ci siamo posti all'inizio del nostro articolo, il numero di dispositivi che una rete domestica può gestire in modo dinamico e senza andare in overbooking è:
Il limite non è tanto tecnico quanto qualitativo: oltre una certa soglia, se l’infrastruttura non è adeguata, l’esperienza peggiora.
Ci sono alcuni segnali che devi monitorare per capire se la tua linea è al limite, come lo streaming che si abbassa automaticamente di qualità, i dispositivi IoT che si disconnettono, le pagine web lente anche con segnale pieno, ping instabile nei giochi online. In questi casi, il primo passo da compiere è aggiornare il router o aggiungere nodi mesh. Soluzioni semplici e immediate che possono portare davvero la tua rete domestica a viaggiare su un'autostrada.
Una rete domestica moderna può gestire decine di dispositivi senza drammi, ma serve un’infrastruttura all’altezza delle abitudini digitali attuali. Se la connettività è sottodimensionata, prima o poi presenta il conto.
La Redazione