Dalla frammentazione alla compatibilità universale con Standard Matter

[mar 24 febbraio 2026]

Cos’è lo Standard Matter e perché è centrale nel 2026



Mettiti comodo e ascolta!

Lo abbiamo citato diverse volte parlando di domotica, dispositivi IoT, device connessi, capaci di dialogare tra loro e con noi. Ne abbiamo giusto assaggiato le potenzialità, iniziato a capire il suo valore, la sua capacità di unire i vari attori della smart home. Ora è venuto il momento di entrare nel merito della questione, facendo una conoscenza più approfondita del nostro protagonista di oggi: lo Standard Matter.  

Partiamo da una definizione e in questo ci facciamo aiutare da quanto scrive Wikipedia che ci sembra offrire una descrizione piuttosto esaustiva e chiara:
 
"Matter, in precedenza (fino a maggio 2021) noto come Project CHIP, è uno standard royalty-free per la domotica che si basa su un mix di diversi protocolli radio. Nato nel 2019 col nome di Project Connected Home over IP, è sviluppato da un consorzio di aziende leader nel settore della tecnologia, tra cui Amazon, Apple, Google, Samsung, Zigbee, LG e altre.
Lo scopo di Matter è quello di creare uno standard unificato per la connessione degli oggetti domotici in modo che possano funzionare in modo interoperabile tra diversi ecosistemi domestici intelligenti. Ciò ha permesso di creare un'infrastruttura aperta, che consente ai produttori di dispositivi hardware di creare prodotti facilmente compatibili con il protocollo senza dover aderire a un'unica piattaforma proprietaria.
Il protocollo utilizza diverse tecnologie radio, tra cui Bluetooth, Wi-Fi, Thread e Ethernet, per garantire la compatibilità tra una vasta gamma di dispositivi domotici". 

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Ora che è chiaro di cosa stiamo parlando, appare anche piuttosto evidente perché la presenza e la diffusione dello Standar Matter, all'interno della cosiddetta casa intelligente, siano diventate così capillari. Nel 2026, parlare di smart home senza citarlo è semplicemente impossibile. Se fino a pochi anni fa la casa intelligente era un puzzle fatto di app diverse, hub proprietari e dispositivi che non si parlavano, oggi il concetto chiave è uno solo: interoperabilità. Ed è proprio qui che entra in gioco Matter, lo standard che sta ridisegnando le fondamenta dell’ecosistema domestico connesso.

Matter nasce con un obiettivo molto concreto: far dialogare dispositivi di marche diverse in modo semplice, sicuro e trasparente per l’utente. In pratica, Matter è un linguaggio universale per dispositivi smart: lampadine, prese, sensori, termostati, serrature e, sempre più, elettrodomestici e sistemi di climatizzazione possono essere configurati e controllati indipendentemente dall’app o dall’assistente vocale scelto.

Facciamo un esempio reale: immagina di acquistare una lampadina compatibile Matter, la installi in casa e la configuri con il tuo smartphone. Che tu utilizzi Apple HomeKit, Google Home o Amazon Alexa, il dispositivo verrà riconosciuto nello stesso modo, senza bisogno di versioni dedicate o skill separate. Ancora più interessante: se in casa convivono ecosistemi diversi, ad esempio, uno speaker con Alexa in salotto e uno smart display Google in cucina, la stessa lampadina può essere controllata da entrambi. Questo è il vero cambio di paradigma del 2026: l’utente non è più ostaggio del brand.

Prima dell’arrivo di Matter, chi costruiva una smart home si trovava davanti a una giungla di standard: Zigbee, Z-Wave, Wi-Fi proprietari, integrazioni parziali. Ogni produttore spingeva il proprio ecosistema, con il risultato che spesso servivano bridge, hub aggiuntivi e procedure di configurazione poco intuitive. Con Matter, invece, il protocollo lavora su IP, quindi sulla rete domestica tradizionale (Ethernet e Wi-Fi) e su Thread per i dispositivi a basso consumo.

I vantaggi potremmo sintetizzarli così:

  • Comunicazione più diretta;
  • Comunicazione più stabile;
  • Comunicazione più sicura;
  • Comunicazione meno dipendente dal cloud.

Un altro effetto interessante dello standard Matter è l’accelerazione dell’innovazione. Quando le aziende non devono più costruire da zero integrazioni specifiche per ogni piattaforma, possono concentrarsi su funzionalità, design e servizi. Pensiamo al mondo delle TV, dei frigoriferi smart o dei robot aspirapolvere.

Lo Standard Matter, lo abbiamo visto per esempio, durante l'ultima edizione del Ces Di Las Vegas non è più una promessa, ma una realtà consolidata. Sempre più categorie di prodotto stanno entrando nel perimetro dello standard: telecamere, elettrodomestici complessi, sistemi di gestione energetica e colonnine per la ricarica domestica. Questo ha un impatto diretto anche sull’ecosostenibilità: una smart home realmente interoperabile consente di ottimizzare i consumi in modo più efficiente.

Matter non è un prodotto da scaffale ma determina l’esperienza quotidiana di milioni di utenti che scelgono non solo una casa smart ma anche più semplice. 

La Redazione


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