Si è svolto come ogni anno nella città del peccato il CES di Las Vegas. L'appuntamento hi-tech, in scena in Nevada dal 6 al 9 gennaio scorsi, è un evento da segnare in calendario per tutti gli addetti ai lavori o, semplicemente, per gli appassionati di tecnologia. A sipario abbassato e dopo aver metabolizzato tutte le novità protagoniste del Consumer Electronics Show non abbiamo dubbi: il futuro della tecnologia passa sempre di più dall’intelligenza artificiale e dalla connessione di casa.
I due temi, profondamente intrecciati, hanno monopolizzato il CES, raccontando molto bene come stia cambiando il nostro modo di vivere, lavorare e intrattenerci tra le mura domestiche. Chi segue da anni l'evento sa bene che ogni edizione ha le sue parole chiave. Se un tempo erano TV 4K, smartphone o wearable, oggi il baricentro si è spostato. Al CES 2026 l’AI non è più una promessa futuristica, ma un’infrastruttura invisibile che alimenta dispositivi, servizi e reti. E l’internet domestico diventa il terreno su cui tutto questo prende forma concreta.
Uno dei messaggi più chiari arrivati da Las Vegas è che l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più “locale”. Non solo grandi modelli nel cloud, ma AI che gira direttamente su router, modem, smart hub e dispositivi di rete. Il motivo è semplice: meno latenza, più privacy e maggiore affidabilità. Pensiamo a un router domestico di nuova generazione, grazie all’AI è in grado di analizzare in tempo reale il traffico di rete, riconoscere quali dispositivi stanno consumando più banda, prevedere congestioni e intervenire automaticamente.
Al CES 2026 l’internet domestico non è stato raccontato solo in termini di velocità pura, ma di qualità dell’esperienza. Fibra ottica, Wi-Fi 7 e mesh avanzate sono la base, ma è l’AI a fare davvero la differenza. Le reti domestiche diventano auto-ottimizzanti: imparano dalle abitudini degli utenti e si adattano di conseguenza.
Un altro trend forte emerso al CES 2026 è la semplificazione della smart home. Per anni abbiamo accumulato app, assistenti vocali e piattaforme poco comunicanti tra loro. Ora l’AI promette di fare da collante. Ne sono un esempio concreto i tanti prodotti presentati durante la kermesse. Ad esempio, LG ha portato in scena il robot domestico CLOiD, un umanoide con braccia articolate capace di aiutare nelle attività quotidiane come piegare indumenti, caricare la lavastoviglie o assistere persone anziane nelle routine di casa, integrandosi con elettrodomestici intelligenti della stessa marca per dialogare in modo fluido con frigoriferi e lavatrici smart.
Non mancano anche esempi più “consumer friendly”: aziende come Aqara hanno presentato serrature smart che si integrano con l’ecosistema Apple Home Key, permettendo sblocchi automatici senza chiavi fisiche e gestione della casa con sistemi come Apple, Google o Samsung tramite lo standard Matter.
Nel campo della sorveglianza e del controllo domestico, sono state mostrate telecamere indoor con capacità AI per riconoscimento intelligente di persone e oggetti, e sensori a onde millimetriche che interpretano movimenti e presenza in stanza senza falsi allarmi, portando la smart home verso un livello di consapevolezza ambientale molto più alto.
Ma non finisce qui: dal robot aspirapolvere Narwal Flow 2 che evita oggetti piccoli con mappatura AI, agli accessori outdoor come alimentatori intelligenti per uccelli che riconoscono specie diverse tramite AI, la fiera ha mostrato come l’intelligenza artificiale non resti confinata alle mura domestiche, ma arrivi persino a gestire attività di giardino o hobby. Questi esempi sottolineano come la casa connessa non sia più un concetto astratto: è già fatta di dispositivi che capiscono l’ambiente, reagiscono alle nostre esigenze e, soprattutto, imparano con l’uso.
Inoltre, il motivo per cui AI e internet domestico dominano il CES 2026 è anche molto pratico: la casa è diventata un hub digitale. Lavoriamo da remoto, studiamo online, giochiamo in cloud, guardiamo contenuti in streaming ad altissima qualità. Senza una connessione stabile e intelligente, tutto questo non funziona. E senza l’AI, gestire la complessità di decine di dispositivi connessi sarebbe impossibile. È qui che i due mondi si incontrano e si rafforzano a vicenda.
La conclusione di ordine generale che possiamo trarre dalle novità presentate a Las Vegas è che non siamo più di fronte a un futurismo astratto, ma a soluzioni concrete, tangibili, reali che stanno arrivando, o sono già arrivate, nelle nostre case, sempre più smart, efficienti e sostenibili.
La Redazione