Quante foto e video realizziamo ogni giorno? E poi ora che è periodo di vacanze nemmeno a dirlo: tra fotografie panoramiche, video delle escursioni e clip registrate in 4K o addirittura in 8K e condivise sui social si possono accumulare facilmente decine di gigabyte di contenuti.
La conseguenza più immediata è esaurire lo spazio disponibile sullo smartphone, mentre lo spaventoso spettro in agguato è la perdita in pochi secondi anni di ricordi a causa di un guasto, di un furto o di uno smarrimento del dispositivo.
Per questo motivo il backup automatico è diventato una delle funzioni più importanti offerte dagli ecosistemi digitali moderni e, oggi, le soluzioni a nostra disposizione sono sempre più intelligenti e capaci, non solo di salvare automaticamente foto e video nel cloud, ma anche di organizzarli, cercarli tramite linguaggio naturale e riconoscere persone, luoghi e oggetti in pochi istanti.
Con il backup automatico, infatti, ogni nuova foto viene sincronizzata nel cloud pochi istanti dopo essere stata scattata, spesso solo quando il dispositivo è collegato al Wi-Fi, così da evitare consumi eccessivi di traffico dati. Sei curioso di sapere quali sono le applicazioni più valide per conservare al sicuro in tuoi ricordi per immagini?
A far da sfondo, nemmeno troppo, all'utilizzo di app di backup fotografico, c'è anche uan sorta di crescente sensibilità degli utenti verso le piattaforme orientate alla protezione dei dati personali. Si preferiscono servizi che adottano la crittografia end-to-end, nella quale nemmeno il provider può accedere ai contenuti archiviati.
Tra le alternative più interessanti continua a farsi notare Ente Photos, progetto open source che punta tutto sulla privacy senza rinunciare al backup automatico e alla sincronizzazione multipiattaforma. Si tratta di una scelta particolarmente apprezzata da chi conserva documenti personali, fotografie familiari o materiale professionale.
Ovviamente, non esiste un'applicazione migliore in assoluto: tutto dipende dall'ecosistema utilizzato. Chi possiede prevalentemente dispositivi Android difficilmente rinuncerà ai vantaggi di Google Foto. Gli utenti Apple troveranno in iCloud un'integrazione praticamente perfetta, mentre chi lavora quotidianamente con Windows potrebbe preferire OneDrive. Coloro che attribuiscono la massima importanza alla riservatezza possono invece orientarsi verso servizi focalizzati sulla crittografia.
Un consiglio valido per tutti consiste nell'attivare il caricamento automatico tramite rete Wi-Fi e verificare periodicamente che la sincronizzazione sia realmente attiva. Può sembrare un dettaglio, ma basta un'impostazione errata per interrompere il backup per settimane senza accorgersene.
Con fotografie sempre più pesanti e video in altissima risoluzione, anche la velocità di upload è diventata fondamentale. Una connessione in fibra FTTH permette di trasferire rapidamente grandi quantità di dati nel cloud senza rallentare le altre attività sulla rete domestica. Mentre il backup procede in background, è possibile continuare a guardare contenuti in streaming, partecipare a una videocall o giocare online senza percepire differenze.
La Redazione