Lo Smart Working come nuovo modello di lavoro

[20/10/2020]




Scopri come funziona lo smart working, come richiederlo e quali benefici porta ai dipendenti e alle imprese


La diffusione del COVID-19 ha spinto molte imprese ad applicare lo strumento dello smart working per consentire ai propri dipendenti di lavorare da remoto evitando il contatto con altre persone.

Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, «lo Smart Working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività».

Per avviare lo smart working è necessario stipulare un accordo scritto tra azienda e dipendente che stabilisca lo svolgimento dell’attività lavorativa all’interno e all’esterno dell’azienda.

L’accordo può prevedere che lo smart working sia esteso a tutto il personale in forza presso l’azienda con esclusione di coloro, che secondo l’azienda, presentino profili di incompatibilità organizzativa o soggettiva.

L’applicazione del lavoro agile può avvenire volontariamente, previa richiesta del dipendente al proprio responsabile e accettazione di quest’ultimo se non sussistono incompatibilità.

Nel dettaglio, l’accordo che regola le modalità di svolgimento dello smart working deve stabilire:

  • L’orario di lavoro da rispettare e i tempi di riposo;
  • Le modalità con cui l’azienda può esercitare il suo potere direttivo e di controllo;
  • La cadenza temporale con cui si può accedere allo smart working;
  • Le condotte del dipendente che possono portare a richiami disciplinari;
  • Gli strumenti tecnologici necessari per il lavoro da casa.

Bisogna notificare gli accordi individuali alla Pubblica amministrazione tramite la piattaforma telematica presente sul sito del Ministero del lavoro. Per accedere al servizio servono le credenziali SPID o, in alternativa, con l’utenza del portale “Cliclavoro”.

Sulla comunicazione dovranno essere riportati:

  • Dati dell’azienda;
  • Dati del lavoratore;
  • Estremi del rapporto di lavoro (data di assunzione, tipologia di contratto, PAT e voce di tariffa INAIL);
  • Dati dell’accordo di smart working (in particolare data di sottoscrizione e durata dell’accordo se a termine o a tempo indeterminato).

L’attività lavorativa svolta in modalità di smart working è equiparabile a quella resa in azienda, di conseguenza il dipendente ha diritto alla normale retribuzione.

In conclusione lo smart working, rappresenta una nuova dimensione del lavoro che da un lato stimola la produttività individuale e la continuità operativa dell’utente (e quindi del business) e dall’altro consente una notevole flessibilità rispetto alla posto di lavoro. Possiamo quindi affermare che l’attuazione del lavoro agile porta benefici sia per l’azienda che per i dipendenti.

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