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21/ 09 / 2018


Spotify brinda all'autonomia dei suoi artisti

Una nuova funzione permette ai musicisti di fare l'upload diretto dei propri brani


Non è ancora per tutti ma è per molti. Da ieri, infatti, Spotify ha lanciato una nuova funzione, ancora in fase beta, per consentire a un gruppo selezionato di musicisti emergenti di caricare direttamente le proprie tracce all'interno della piattaforma.
Si parte dagli Stati Uniti con poche centinaia di artisti, tra i quali figurano i nomi di Chicago Noname, il dj Michael Brum, VIAA e Hot Shade, per citarne qualcuno, che potranno, attraverso l'account Spotify For Artists.
"Volevamo rendere facile, flessibile e trasparente lo strumento - ha dichiarato a Billboard Kene Anoliefo di Spotify for Artist - Non ci saranno limiti alla frequenza con cui possono caricare i brani. Pensiamo che questa manovra possa aprire uno spazio creativo davvero interessante per gli artisti. Il tutto per iniziare a condividere la propria musica con i propri fan su Spotify."
Ma come funzionerà nel dettaglio il nuovo strumento? Molto semplice: gli artisti potranno caricare autonomamente e in modo del tutto indipendente i loro brani sulla piattaforma attraverso, appunto, il loro account Spotify for Artist, decidendo contestualmente la data dalla quale vorranno renderla disponibile a tutti. Non solo, gli artisti avranno a disposizione anche una preview della propria pagina per poter gestire e modificare i contenuti anche dopo l'upload.
Per quanto riguarda il guadagno, proprio come avviene con gli altri partner, gli artisti guadagneranno dallo streaming e, per l'occasione, l'elaboratore di pagamenti Stripe è stato ripensato consentendo la contabilizzazione delle royalty ogni mese.
Nel dettaglio: ogni artista riceverà il 50 % delle entrate nette della piattaforma e il 100% delle royalty. Il tutto verrà reso ancora più chiaro da un report che il musicista potrà visionare nel quale verranno indicati, oltre allo storico dei pagamenti, anche una proiezione di quelli futuri, così da avere perfettamente sotto controllo i proventi derivanti dalla propria opera.
"I test dimostrano che questo livello di trasparenza aiuta davvero gli artisti a pianificare il loro budget per il futuro. inoltre, li aiuta a collegare le loro prestazioni generali su Spotify. Il tutto utilizzando tutti quegli strumenti aggiuntivi per pubblicare la musica e farsi pagare." ha concluso Anoliefo.
Al momento, come già premesso, l'iniziativa è dedicata a un gruppo selezionato di artisti a cui è stato comunicato il progetto attraverso un sistema a invito. Una modalità, questa, che nel tempo verrà estesa per comprendere sempre più musicisti emergenti che scelgono la piattaforma svedese per far conoscere la loro opera.
Che Spotify stia seriamente pensando di diventare un'etichetta discografia? I presupposti iniziano a esserci tutti ma su questo l'azienda non si sbilancia affatto. Anzi, guai a dirlo.

La Redazione