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18/ 07 / 2018


Facebook è lapidario: "Non cancelleremo le fake news"

La soluzione del social al problema delle bufale sta tutta nell'algoritmo


Circa una settimana fa Facebook ha organizzato un evento a Manhattan per discutere con la stampa del suo impegno contro le fake news e tutto quello che ne consegue in termini di disinformazione. Il social dei social aveva organizzato l'evento a base di video promozionali a supporto del lavoro svolto per combattere le bufale, una conferenza stampa con John Hegeman, capo del News Feed di Facebook e la product specialist Sara Su e, perché no, un cocktail di gamberi.
Tutto bene fino a quando Oliver Darcy, giornalista della Cnn ha preso la parola: "Ma se siete così impegnati nella lotta alle fake news perché la pagina InfoWars è ancora presente sul social?" Una domanda chiaramente provocatoria, quella del giornalista della Cnn, perché InfoWars è una pagina di carattere cospirazionista che dà voce a bufale e purtroppo è seguita da circa 900mila utenti.
Perché c'è ancora questa pagina ha chiesto Darcy e la risposta del social non si è fatta attendere. "Facebook è stato creato come posto in cui le persone diverse potessero aver voce. Ed editori diversi hanno punti di vista diversi." - ha detto Hegeman. "Sappiamo che c'è una tonnellata di roba problematica, come teorie del complotto o dichiarazioni fuorvianti, e questo infastidisce anche me. Ma dobbiamo trovare un modo di definire la questione e capire in che modo possa riguardare la nostra policy" - gli ha fatto eco Su. Insomma, Facebook cancella post con contenuti razzisti, sessisti o violenti ma nel caso delle fake news ancora non sembra avere le idee molto chiare.
La discussione innescata dalla domanda di Darcy è andata avanti per un po' ed ha travalicato i confini dell'evento arrivando su Twitter dove il portavoce della compagnia di Menlo Park, proprio per cercare di spegnere le polemiche, ha spiegato la policy del social dei social.
"C'erano due possibilità bannare una pagina che diffonde notizie smontate dal fact checker o declassarle, così da renderle visibili a pochissime persone. Abbiamo scelto la seconda strada." La soluzione scelta da Facebook per contrastare il fenomeno è, quindi, tutta affidata alla potenza dell'algoritmo capace di penalizzare quelle notizie segnalate dagli utenti come fake per limitarne la diffusione.
"Vediamo pagine che rilanciano quello che loro considerano opinioni o analisi, ma che altri chiamano fake news. - ha aggiunto Menlo Park - Crediamo che cancellare queste pagine potrebbe essere contrario ai principi base della libertà d'espressione." Caso chiuso? Proprio no, siamo solo all'inizio.

La Redazione